della Dott.ssa Maya Bacci Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Clinica

Vivere uno stato d’ansia può essere molto comune nella vita quotidiana visto che uno stato d’ansia si può presentare ogni volta che si rompe un equilibrio nella nostra giornata o ci si presenta davanti un cambiamento o una situazione che crediamo di non saper emotivamente affrontare. L’ansia è infatti esprime il vissuto soggettivo di agitazione e di apprensione interna e si può accompagnare ad un grado elevato di attivazione fisiologica. Pensiamo ad esempio a come si manifesta tutta la nostra apprensione di fronte ad una prova da affrontare, come un esame scolastico o una prestazione sportiva: avvertiamo sempre un’attivazione sia a livello cognitivo, preoccupandoci di cosa succederà, sia a livello fisico con uno stato di tensione a livello somatico che può essere leggero o molto acuto a seconda dell’investimento emotivo che attribuiamo a ciò che sta per accadere. L’ansia può avere diversi gradi d’intensità anche a seconda del periodo che stiamo attraversando: durante un periodo di vita stressante, l’ansia si può far sentire con più forza. Tuttavia generalmente gli stati d’ansia sono situazionali (ansia di stato), si legano cioè alle situazioni che ci si presentano davanti e che interrompono un continuum emozionale, esaurendosi una volta che abbiamo affrontato l’evento che ci mette in apprensione. Stati ansiogeni più duraturi possono essere legati alla presenza di un’ansia di tratto che può essere considerata una caratteristica relativamente stabile della personalità, in cui indipendentemente dalla singola situazione, la persona darà una risposta abituale d’ansia. Possiamo dire per cui, che l’ansia in questi casi, riflette la modalità con cui il soggetto tende percepire come pericolose o minacciose la maggior parte di situazioni ambientali che gli si presentano, e si definisce come un atteggiamento comportamentale di risposta agli eventi.

Soffrire di un disturbo d’ansia prevede dunque che la persona avverta tutte le sensazioni fisiche, emotive e di pensiero che abbiamo descritto con la differenza che le avvertirà con persistenza e pervasività. La pervasività e insistenza di stati d’ansia comporta delle conseguenze che abbassano notevolmente la qualità di vita. La persona potrebbe allora incontrare maggiori difficoltà a percepire gli eventi con razionalità significandoli come paurosi e tendendo a catastrofizzarli o generalizzarli nelle conseguenze; avrà più spesso un umore negativo e con un pensiero che guarda sempre con preoccupazione al futuro piuttosto che alla piacevolezza del presente; potrà diminuire la sua capacità di concentrazione e di memoria; potrà avere più difficoltà a riposare bene e ad analizzare e risolvere i problemi con razionalità e concretezza.

Cosa favorisce l’ansia?

Come abbiamo visto uno stato d’ansia può colpire chiunque in ogni momento di vita perché le sfide quotidiane a cui siamo esposti giornalmente prevedono un nuovo adattamento alla nuova situazione. Uno stato di tensione e di apprensione permetterà che la persona sia pronta ad affrontare la situazione e di conseguenza a superare l’ansia ritrovando un nuovo equilibrio interno. Pertanto un po’ di ansia o tensione non solo prepara l’organismo e il nostro pensiero ad affrontare l’evento ma è anche indice di quanto investimento emotivo la persona mette in ciò che deve affrontare. Diverso è quando la valutazione soggettiva è così eccessiva per cui questa ansia o “nervosismo buono” che prepara la risposta allo stimolo, diviene invalidante e l’ansia non risulta più adattiva ma bloccante i nostri pensieri e comportamenti.

Fermo restando che ci sono persone più predisposte a rispondere con ansia ad ogni evento e in cui l’ansia si disegna come un vero e proprio tratto stabile della personalità, alcune situazioni possono favorire e sostenere ansia e sintomi ansiosi:

  • eventi stressogeni acuti o periodi di stress prolungati senza un periodo di recupero sufficiente tra un evento e l’altro (ad esempio difficoltà lavorative e instabilità economica, conflittualità familiari, malattie familiari…) o ancora stress di lieve entità che però proprio perché non avvertiti non vengono gestiti adeguatamente e si ripercuotono nel lungo termine
  • esperienze traumatiche (un trauma, un incidente, catastrofi naturali etc…)
  • eventi infantili drammatici
  • malattie croniche
  • uso e abuso di farmaci, droghe, alcol
  • predisposizione personale a interpretare gli eventi in modo ansiogeno in relazione alla propria storia di vita

Ma l’ansia si può combattere?

Ci sono anche buone notizie perché l’ansia si può gestire sia con rimedi quotidiani e naturali che con modalità più impegnative e di più sicuro successo clinico come la psicoterapia.

Cosa si può fare per alleviare gli stati di tensione quotidiana?

  • consapevolezza: per prima cosa è fondamentale che ognuno di noi diventi sempre più consapevole di questi stati di ansia e osservi sintomi e cause degli stessi. Se emergono dei sintomi di ansia di sicuro è successo o sta succedendo qualcosa e il nostro sistema mente, cervello e corpo ce lo segnala reagendo con sintomi d’ansia. Pertanto la piena consapevolezza di ciò che ci accade è il primo passo verso la possibilità di alleviare i sintomi che l’ansia tira fuori. Comunicare i propri stati d’animo o scriverli aiuta a tirarli fuori da sé agevolando la presa di coscienza e favorendo una visione più critica dei significati interni. Per cui evitare l’isolamento e tirare fuori i nostri sintomi può essere la prima mossa, soprattutto se fatto con uno psicoterapeuta
  • riposare/dormire e alimentarsi adeguatamente sono i primi gesti per prendersi cura di sé: sembrerà banale ma l’ansia ci segnala che qualcosa non va e prima di tutto è necessario ripartire dalla presa di cura del nostro organismo per ritrovare un buon equilibrio mentale. La tensione e l’ansia così facendo diminuiscono necessariamente a livello fisico con un riverbero immediato anche sull’abbassamento dei livelli d’ansia a livello emotivo
  • esercizio fisico regolare: mente, cervello e corpo sono un unico sistema e i benefici che lo sport e l’attività fisica in generale regala a livello fisico si ripercuotono sui livelli umorali e comportamentali
  • tenere uno stile di vita regolare e sano: regolarità di orari, diminuzione dell’orario di lavoro, riduzione di fumo, alcol, dell’uso di dispositivi elettronici etc aiutano a ritrovare un tempo per sé e di conseguenza agevolano la possibilità di fermarsi per curare la nostra interiorità con minore frenesia e aumento dei livelli di stima di sé
  • trovare tempo per fare attività che donano piacevolezza e che magari siamo soliti rimandare per mancanza di tempo, favorendo la socializzazione. La condivisione intersoggettiva aiuta il confronto e l’autostima
  • abbracciare tecniche di rilassamento e di meditazione (ad esempio mindfullness) per aumentare la presa di cura e ritagliarsi spazi di riflessività con un atteggiamento consapevole. Si segnala tuttavia che tali tecniche sono efficaci se seguono un training specifico e valido. Si suggerisce dunque di rivolgersi ad uno psicologo esperto
  • la psicoterapia infine è il trattamento di elezione per affrontare consapevolmente i disturbi d’ansia talvolta di concerto, e solo se necessario, a terapia farmacologica

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