La terapia è uno spazio di ascolto e di crescita dove si cammina insieme per costruire una relazione di sicurezza e dove, le narrazioni uniche e personali della storia della persona, possono prendere voce. In questo cammino la sospensione del giudizio, l’ascolto empatico e l’accettazione dell’altro sono gli elementi essenziali che caratterizzano a mio giudizio la relazione in cui una persona incontra e sperimenta la relazione con un’altra persona.

IL MODELLO TEORICO:

Il sistema di conoscenze cliniche e terapeutiche alla base del modello che mi guida nel processo terapeutico, ad orientamento di Integrazione Teorica, nasce dall’integrazione teorica di conoscenze interdisciplinari cliniche e di ricerca -come le neuroscienze affettive, la psicopatologia dello sviluppo, la psicobiologia, la fenomenologia, le teorie sui sistemi adattivi complessi ecc- per lo studio del sistema mente-cervello-corpo inteso come sistema integrativo.

Il modello integrativo focalizza la propria attenzione su quattro sistemi funzionali- Evolutività, Affettività, Intersoggettività, Esperienzialità (EAIE)- (Menoni e Iannelli, 2011;Menoni et al., 2011) che connessi continuamente tra loro formano un sistema globale integrante, base della complessità dei sistemi adattivi complessi. Il sistema mente cervello e corpo è considerato come un unico e continuamente integrato sistema globale che ha capacità auto-poietiche e di autoriparazione.

PSICOTERAPIA COME CRESCITA:

La psicoterapia secondo la mia prospettiva può definirsi come crescita di complessità, come funzione della complessità che emerge dall’interazione intersoggettiva tra due sistemi complessi: quello del terapeuta e quello della persona che vi si rivolge.

Lo scambio intersoggettivo che si realizza nella relazione terapeutica fornisce uno nuovo spazio di esperienzialità affettiva di sicurezza, che promuove nuova complessità evolutiva e l’integrazione del sistema mente-cervello-corpo. Infatti ritengo che grazie ad un’esperienzialità affettivamente positiva realizzatasi nell’intersoggettività, si può giungere ad un’evolutività del sistema persona e a processi adattivi maggiormente ottimizzati nello scambio inter e intrasoggettivo.

LA COSTRUZIONE DI NUOVI SIGNIFICATI:

Questa nuova esperienzialità ad affettività positiva nel momento presente, può facilitare anche lo sviluppo di visioni alternative e permettere la costruzione di significati nuovi, concedendo alla persona maggiori possibilità di scelta, tipica di adattamenti a maggiore complessità. Siamo nati per connetterci l’un l’altro e questo incontro tra due esistenze, così come avviene tra chi soffre e chi chiede aiuto, promuove lo sviluppo di reti di connessione a livello neuronale che permettono di raggiungere un più alto livello di complessità e di integrazione, sia con noi stessi, sia nelle relazioni con gli altri. Tutto ciò permette di modulare sentimenti difficili e adattarsi con una migliore destrezza ai continui cambiamenti della vita, migliora la qualità di vita delle persone e la percezione di vivibilità.

L’INTERAZIONE TERAPEUTICA: 

Nel lavoro terapeutico considero la persona paziente –riconosciuta nella propria unicità- protagonista attiva della propria vita e della terapia: la persona-paziente infatti è seguita continuamente dal terapeuta che rispetta i suoi  ritmi, tempi e garantisce i suoi confini personali e il sistema dei suoi significati. Da qui si può partire per co-costruire le condizioni necessarie perché si sviluppino i processi di sviluppo e di autorganizzazione della persona e perché quest’ultima possa rintracciare e utilizzare, in modo attivo, le risorse a lei disponibili che guideranno la terapia e il cambiamento.

IL NOSTRO CONTINUO ADATTAMENTO:

Già Bowlby riteneva che ogni nostra risposta al mondo esterno potesse essere adattiva e ci permettesse di continuare ad adattarci, mantenendo la stabilità attraverso il cambiamento così come sostengono le teorie su sistemi complessi. Tuttavia queste risposte adattive possono stagnarsi in schemi rigidi di blocco e fermezza o in schemi imprevedibilmente caotici, impedendo l’evoluzione del sistema e lo sviluppo di proprietà emergenti. Il sistema allora si chiude e nascono i problemi.

Infatti mentre un sistema con capacità di integrazione permette la fluttuazione continua tra stati di sicurezza, di maggiore caos e di rigidità, la stagnazione del sistema in situazioni caotiche, molto attivanti non permette processi integrativi autorganizzanti e complessi, ma un continuo dispendio energetico, poiché il sistema è di continuo attratto da elementi negativi volti a preservare la vita tramite attivazioni più primitive in senso evolutivo, tipiche del cervello rettiliano (es. attacco e/o fuga), che lo distoglie da una stabilizzazione necessaria all’integrazione e all’emergere di proprietà emergenti più adattive. In egual modo il permanere del sistema in dinamiche molto rigide può bloccare il flusso dell’integrazione allontanando da processi integrativi e offrendo minori possibilità di libertà e scelta: il sistema tenderà ugualmente all’adattamento come naturale processo, ma si ridurranno le possibilità di scelta e la complessità dell’adattamento stesso.

Sentirsi più sicuri ci permette di essere più aperti, più curiosi e flessibili verso nuove esperienze. Al contrario dover stare attenti ad eventuali minacce e pericoli può renderci profondamente rigidi o estremamente attivati nel pensiero e nel comportamento

La sicurezza che acquisiamo rivolgendoci agli altri e ricevendo supporto emotivo e vicinanza affettiva diventa nuova proprietà emergente per affrontare le situazioni, le diverse colorazioni emotive e per accettare ciò che ci si presenta davanti come naturale movimento dei processi di vita, da poter affrontare con maggiore equilibrio.

GLI ELEMENTI DEL PROCESSO TERAPEUTICO:

Gli elementi del processo terapeutico che guidano il mio lavoro di psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, prevedono:

  • la costruzione di una relazione d’aiuto affettivamente sicura
  • la focalizzazione sul “qui ed ora” delle percezioni, delle emozioni e delle esperienze della persona
  • l’elaborazione delle emozioni e dei significati personali perché divengano più chiari e più funzionali e diano più gradi di libertà e di scelta alla persona
  • l’accettazione dei propri vissuti emotivi e del proprio adattamento
  • la costruzione progressiva della consapevolezza di sé e del proprio funzionamento emotivo, cognitivo e comportamentale

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Menoni, E., Iannelli, K. (2011). Modelli psicoterapeutici integrativi e 
neuroscienze. In P.Petrini, A. Zucconi (Eds.), Psicoterapia e Neuroscienze (pp. 
171-208). Roma: Alpes.

Menoni, E., Iannelli, K., Egiziano, E. (2011). Errori in psicoterapia e 
prevenzione: il modello integrativo Evolutività, Affettività, Intersoggettività, 
Esperenzialità (EIAE). Idee in Psicoterapia, 1-3, 95-123.